
di La Pravdania (che si è scritto da solo anche l’introduzione in aldino)
Molto di ciò che oggi definiamo come “politica” si svolge come combattimento fra ideologie, cioè nel regno della mente. Che succede quando si passa in quello del corpo? Benvenuti nell’ennesimo delirio sconclusionato.
L’avanzamento della “campagna vaccinale” assume sempre più i connotati di un ibrido fra i film di fantascienza del Maccartismo e la branca dell’horror che fa leva sulla deformazione del corpo umano, resa celebre al cinema da Cronenberg e Carpenter. Nel momento in cui scrivo [15 luglio 2021 – sì, siamo così in ritardo con gli articoli, NdL] non c’è solo il sospetto che le reazioni avverse (patologie cardiache, sterilizzazione) siano il vero scopo della diffusione degli intrugli all’interno della popolazione; c’è anche la caccia alla definizione del vero contenuto di questi mirabolanti ritrovati. Nanoparticelle di grafene, codici MAC assegnati ai pecorinati e visibili da chiunque attivando il bluetooth, monetine sul braccio. La Rete si sta scatenando con movimento uguale e contrario alla grancassa mediatica sulla bontà e necessità dei vaccini, con risultati ormai più attendibili del curriculum medio del virologo da salotto.
Tutto molto affascinante, se lo si potesse guardare a distanza invece che esserci nel mezzo. Questo body horror su scala nazionale dovrebbe essere il prodotto dell’ultima delle tante menzogne che il potere usa per carpire la fiducia[1] delle masse, senza la quale non riuscirebbe a conservare a lungo la struttura sociale. Diamo per scontato che nel regno animale il predatore appartenga a una specie diversa rispetto alla preda, e adoperi quei mezzi che la preda non ha per cibarsene. Veleno, ali, maggior muscolatura e taglia, maggior velocità e forza… il rapporto fra masse umane ed élite, pur riproponendo molte dinamiche della relazione predatore-preda, si svolge all’interno di una specie sola. Dal momento che le classi inferiori svolgono per quelle superiori praticamente tutti i compiti (giardinaggio, agricoltura, allevamento, progettazione hardware e software, sorveglianza, legittimazione dei desideri oligarchici tramite la produzione di codici e propaganda nel discorso pubblico e nell’accademia…) potremmo addirittura supporre che la classe media sia mediamente più forte, allenata e intelligente di chi se ne serve di continuo.
Siccome noi possediamo due occhi, due mani, due gambe… la stessa struttura fisica dei signori, è per noi naturale desiderare ciò che loro hanno più di noi. E viceversa. Tanta della storia umana racconta dei modi leciti o illeciti, violenti o pacifici, con i quali i subalterni cercano di prendere possesso di ciò che è dei pochi, o di parteciparvi. Ricchezze, bellezza, cibo, sesso, tempo, conoscenza: tutto ciò che si riassume in una vita di piaceri, di chi non deve sudarsi il pane, fosse solo per un istante.
Il rapporto tra il corpo del forte e il corpo del debole, anche nei rari momenti in cui esso non si innesta nelle dinamiche sociali di gerarchia, ci affascina sin dai primordi perché coinvolge a più riprese le nostre vite, vissute nella diseguaglianza. Ecco perché l’ascesa – o la discesa – sociale è il fulcro di molte delle fiabe del patrimonio classico (Cenerentola, Hansel e Gretel, Barbablu). Non solo cerchiamo di mantenere o accrescere le nostre ricchezze attraverso il matrimonio dei nostri figli, ma non esiste un modo significativo di entrare in contatto con le élite – e con i mezzi e le opportunità che solo lei possiede – se non attraverso il corpo, come può ben attestare un qualsiasi cittadino indiano che si sposta in California per lavorare da Google. Ammesso esista qualcosa di definibile come “classe sociale”, essa è anche un insieme di corpi, attitudini, desideri. Altrimenti non sarebbe mai nata una delle più fortunate leggende urbane, vero esempio di complottismo di altri tempi: lo ius primae noctis. E Il rapporto fra corpo e gerarchia fu non solo l’ossessione, ma la vita stessa di De Sade.
Il mondo del Great Reset non è altro che De Sade (sempre sospeso fra prevaricazione e pentimento, sopruso e umiliazione, aristocratico vantaggio e perfetta identificazione con le proprie vittime) più la tecnologia, tecnologia che aiuta l’oligarca a tessere la tela del ragno della fiducia e della civiltà, che gli porterà quei corpi che gli permettono di esaudire ogni suo tipo di desiderio. Il Disegno di legge Zan, la più vasta operazione di adescamento minorile della storia italiana, è una battaglia di civiltà, o per meglio dire uno scontro di civiltà. La trasformazione del corpo non ha bisogno di chissà quali voli transumanistici, nel momento in cui la triptorelina è prescrivibile dal SSN e le modelle di Decathlon trasformano le nostre maniglie dell’amore in un vizio morale.
Se in mille modi largamente accettati il potente si serve del corpo di chi non può, capirete quindi come mi sia sentito quando Q e i suoi seguaci hanno cominciato a parlare di adrenocromo e spirit cooking. Cooosmico! Il tabù del cannibalismo che riaffiora contemporaneamente nelle sue due funzioni, alimentare e rituale. Un cortocircuito orrorifico-politico altrettanto potente e fortunato non si vedeva dai tempi in cui i comunisti mangiavano i bambini. Non serve per forza ravanare nella storia di guerre e altre culture per entrare in contatto col cannibalismo, se esso è largamente praticato dai nostri amici gatti e compare in molte delle favole di cui parlavamo prima. Se il bisogno di cibo compare in noi sin da prima della nascita, ma quello di sesso solo dalla pubertà in poi, il cannibalismo è forse una delle forme supreme di violenza tesa alla soddisfazione di un bisogno primario. Competizione, scarsità di risorse e riduzione della popolazione sono tre dei motivi per cui nel regno animale ci si mangia a vicenda. E sappiamo bene quanto almeno i primi due temi siano ormai cliché della politica politicata ormai da decenni e a tutti i livelli, un vero trionfo del principio di sussidiarietà.
Il corto Mensa da Incubo dei Simpson riassume in sette minuti scarsi, e in maniera molto più divertente ed evocativa di quanto possa fare io, tanti dei fili conduttori che attraversano questo articolo. Una società (in questo caso, la società in nuce: la scuola) che si ristruttura attorno alla brama cannibale dei suoi amministratori. L’inganno come metodo per procurarsi il cibo, la zootecnia applicata alle relazioni umane. Ci troviamo anche un’altra cosa: il potente è molto interessato alla dieta del subalterno. Qui Bart e compagni vengono messi all’ingrasso, noi stiamo subendo un’altra sorte, quella della guerra alla carne rossa. Forse non vogliono mangiarci. Forse, come direbbe Han Solo, diventeremo tutti magrissimi.
References
- ^ carpire la fiducia (laterum.wordpress.com)