Negli ultimi anni si è avviata una tendenza nella medicina, in particolare quella oncologica, che potrebbe essere sintetizzata nell'aforisma less is more: stiamo transitando da un interventismo farmacologico ultra-aggressivo del tipo "il massimo tollerabile" ad un approccio conservativo del tipo "il minimo necessario".
Dice lo stesso Umberto Veronesi:
"Va detto che in passato la chemioterapia è stata utilizzata in modo improprio e per molti anni è stata effettivamente prescritta a dosi altissime, senza alcuna considerazione per gli effetti che avrebbero avuto sul malato. Allora vigeva in oncologia il principio del massimo trattamento tollerabile: si applicava in chirurgia, in radioterapia e in chemioterapia la dose (o l'amputazione) maggiore che il paziente potesse tollerare. Inoltre la chemio veniva effettivamente effettuata anche per pazienti in stadio avanzato, che avevano pochissime o nessuna chance di beneficiarne.
Ma negli ultimi decenni è avvenuta una rivoluzione di pensiero per cui nella cura dei tumori si applica il principio del minimo trattamento efficace: si ricerca la dose più bassa o l'intervento più limitato in grado di assicurare l'efficacia oncologica. Così è sparita la chirurgia mutilante, la radioterapia ustionante e anche la chemioterapia che devasta inutilmente l'organismo."
Questa è la direzione, ma è anche evidente che si tratta di una transizione che richiede tempi generazionali, non certo di una svolta dalla sera alla mattina. Dobbiamo essere coscienti che, ci piaccia o no, in questa transizione ricca di contraddizioni siamo immersi.
Non significa che non farebbe niente, ma avrebbe certamente più strumenti per darsi la fiducia per poter abbandonare molti test diagnostici e farmaci in accordo con i pazienti".
In accordo con la necessità di contenere entrambi, molti studi epidemiologici stanno riuscendo a mettere in risalto tali eccessi (non è scontato), spesso ribaltando le fondamenta dei protocolli clinici, per esempio:
Tumore tiroide: fino a 90% di diagnosi 'inutili', a rischio la salute dei pazienti
Lo sostiene uno studio dello Iarc, l'agenzia dell'Oms per la ricerca sul cancro, e del Cro di Aviano secondo cui questa pratica porta a terapie inutili e con rischi per i pazienti.
Fino al 90% delle diagnosi di cancro alla tiroide sono 'inutili', fatte su tumori che non darebbero nessun problema di salute anche se non trattati."La maggior parte delle sovradiagnosi portano ad una tiroidectomia totale, e spesso anche ad altri trattamenti pericolosi, come radioterapia e dissezione del linfonodo del collo - spiega Silvia Franceschi, uno degli autori - senza benefici provati in termini di sopravvivenza".
Proprio sulla base di questi dati, conclude il rapporto, l'IARC sconsiglia screening a tappeto per questo tumore, e suggerisce una 'vigilanza attiva' su quelli a basso rischio, prima di iniziare trattamenti invasivi.
"Questo studio è importante perché verifica che molti malati vengono curati con terapie radicali per tumori che non si sarebbero mai sviluppati, non avrebbero mai avuto un'evoluzione clinica - spiega il professorLuigi Cognetti, direttore Oncologia Medica dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma. E' uno studio epidemiologico che quantifica l'entità del fenomeno che si verifica anche nel caso del tumore della prostata.
Si tratta di situazioni nelle quali non sarebbe necessario intervenire chirurgicamente"
"Nel caso della tiroide il paziente si trova ad affrontare un intervento complesso con conseguenze sulla sua salute. Dovrà prendere la terapia sostitutiva a vita e comunque quel tipo di intervento non è privo di complicanze."Nel documento dello IARC, il direttore dell'Istituto, Dr Christopher Wild. afferma: "Si stima che oltre mezzo milione di persone siano state sovra-diagnosticate di cancro alla tiroide nei 12 paesi presi in esame dallo studio [negli ultimi 20 anni NDR].
Il drastico aumento della sovradiagnosi e del sovratrattamento del cancro alla tiroide è già un serio problema per la salute pubblica in molti paesi ad alto reddito, con segnali preoccupanti della stessa tendenza nei paesi a basso reddito. È quindi fondamentale avere più ricerca ed evidenze al fine di valutare l'approccio migliore per evitare un'epidemia di cancro alla tiroide e danni non necessari ai pazienti".[5]
References
- ^ Repubblica (www.repubblica.it)
- ^ prevenzione quaternaria (magazine.5lb.eu)
- ^ Repubblica (www.repubblica.it)
- ^ BMJ (www.nejm.org)
- ^ documento dello IARC (www.iarc.fr)
- ^ terrore del "maligno fuori controllo" (magazine.5lb.eu)
- ^ sovra-diagnosi e sovra-trattamento (magazine.5lb.eu)
- ^ concordare attivamente con il medico cosa fare e cosa non fare (magazine.5lb.eu)
