Pazienti infetti e operatori dentro "scafandri" si riversano paura a vicenda in un circolo vizioso, perchè se là fuori la situazione è già critica, qui dentro lo è di più.
Per avere un'idea più dettagliata delle procedure che sono adottate, puoi consultare a titolo di esempio il documento della USL Toscana.
[1]
Io credo che non si possa parlare di collasso degli ospedali se si osservano solo i dati della protezione civile: dobbiamo osservare in modo sistemico anche ciò che le persone vivono e come lo percepiscono.
Ci siamo abituati a parlare esclusivamente per dati e numeri, per grafici di posti letto, contagiati e morti, e abbiamo perso del tutto il contatto con la realtà.
La realtà è sempre sistemica, e include numerose variabili non misurabili, intangibili, ma estremamente importanti e presenti.
Che qui vorremmo fare emergere.
Invece gli organi di informazione parlano di virus come se fosse l'unico agente in quello che sta accadendo.
Le correlazioni tra numeri diventano, senza alcun motivo epidemiologico, fattori di causa, come per esempio "se ci sono più morti significa che c'è più virus"... ma chi lo ha detto?
Qualcuno inizia ad avanzare la tesi delle criticità del sistema sanitario.
Ma qui ora vogliamo portare anche l'intangibile.
LA PERCEZIONE DEL PAZIENTE
Usciamo quindi dal dominio dei numeri e immergiamoci invece nel campo degli aspetti emotivi di questa realtà.Come potrà mai vivere il paziente questa situazione?
Sarà del tutto indifferente il suo stato interiore in relazione alla sua salute?
No dai, questo non è immaginabile nemmeno per il più rigido materialista. Quella che segue è una delle tante testimonianze dirette di un paziente, divenute virali sui social network in questi giorni:
Spero di esserne fuori, 14 giorni di febbre, tosse, polmonite interstiziale bilaterale grave, quella che porta questo male di merda.
4 tamponi negativi, incomprensibili per i medici che mi hanno sempre detto : “non è possibile, ma non sappiamo nulla ancora, devi reagire tu perché non c’è cura”.
Ed io non respiravo ed avevo paura. Ho dormito nella aree rianimatorie del PS per tre notti, ho visto gente crepare, stare malissimo, piangere in continuazione perché non poteva vedere i propri cari. Non pensavo così tanti, una tragedia, non so se la tv raccontasse il vero. Erano tantissimi i positivi, con polmonite.
Ho conosciuto i veri leoni della società, medici e paramedici che soccorrevano tutti disperatamente vestiti da marziani. [...]
Fonte: Facebook
Questo è quello che una persona vive in un ospedale oggi.
Dal punto di vista delle 5 Leggi Biologiche si tratta di una morsa feroce, che imprigiona la psiche.
La paura della morte, il senso di isolamento, l'aver perso i riferimenti, sentirsi fuori dal proprio habitat e dover combattere per l'esistenza.
L'organismo non può evitare di reagire con una cascata di sintomi, forse con i polmoni, forse con i reni e tutto il resto.
Abbiamo già parlato di come la paura della morte possa condurre ad una crisi respiratoria, e infatti la testimonianza riporta una polmonite interstiziale nonostante non sia stato trovato alcun virus a provocarla.
Secondo i dati cinesi, gli organi più in sofferenza tra i ricoveri sono: polmoni, milza e linfonodi, cuore, fegato e reni.
Fonte e dettagli sintomatici[4][5][6][7][8][9]
LA PERCEZIONE DELLA COMUNITÀ ALL'ESTERNO
Il dramma che accade là fuori nella società in quarantena non è al momento documentato, allora vi dico cosa vedo io, e penso che molti lettori si possano riconoscere in queste esperienze.Ho visto lavoratori, liberi professionisti, gestori di locali, disperati, che hanno perso l'orizzonte del proprio futuro, non vedono una via di uscita, non sanno dove prendere i soldi per pagare le spese fisse.
[3][10]Ho visto la paura di mandare in fumo anni, a volte una vita, di lavoro.
L'agitazione per non sapere come gestire i propri dipendenti: come li pago? Li mando in ferie?
L'impossibilità di comunicare questa sofferenza nella confusione, quasi non ce ne fosse il diritto, perchè di fronte al "mostro" tutto è relativo.
Ho visto ingenti perdite finanziarie, anche del 50% sui mercati in una sola settimana, un crollo piombato in un periodo di grande tranquillità economica. Infatti fino allo scorso febbraio tutti gli operatori spingevano sugli investimenti, specialmente azionari...anche le banche, tramite balzelli di costo, e il governo, hanno incentivato i correntisti a non tenere il denaro disinvestito... poi tutto d'improvviso è crollato... e siamo solo all'inizio.
Molte persone si ritrovano ad avere persi i risparmi di una vita, la solita trappola in cui i piccoli risparmiatori sono le principali vittime.
Ho visto anziani a cui è stata stravolta una vita già precaria.
Li ho visti che passeggiavano, guardati in cagnesco dai passanti. Li ho visti redarguiti perché non dovevano uscire!Ho saputo di anziani con la tosse respinti dal proprio medico, terrorizzato, respinti dalla figura che è solita prendersi cura di loro, che molti eleggono come riferimento assoluto della propria sopravvivenza.
Ho visto comuni che vietano agli anziani di uscire di casa, anche solo per la spesa.
Ho visto anziani debilitati da malattie, terrorizzati che qualcuno gli si avvicini, anche solo per sbaglio.
Anziani con il mal di gambe che si sentono impediti a passeggiare, che era l'unico modo che avevano per prendersi cura di sè.
Solo la TV, una macchina ipnotica che riversa il suo bollettino di guerra quotidiano: contagiati e deceduti.
Ho visto persone con il cancro che improvvisamente si sono sentite scippate di tutte le cure, analisi rinviate a data ignota, cancellate operazioni chirurgiche che aspettavano da mesi.
Persone che sono terrorizzate dai contatti umani.
| Mascherine |
Per non parlare del terrore di chi è stato sottoposto al tampone, sia per un sintomo, sia da asintomatico che è stato a contatto con un positivo.
Sentirsi dire che il proprio parente è positivo è una DHS, e l'attesa dell'esito è una Fase Attiva a tutti gli effetti: pensieri fissi giorno e notte.
Ho visto persone stare male per questo shock da diagnosi.
Persone poi che hanno i propri cari ricoverati, alcuni al limite della vita.
Una massa in solitudine, relazioni che si sgretolano, depressione, angoscia, impotenza... ed è passato poco più di una settimana dall'inizio della quarantena nazionale.
Un cataclisma.
Tutto questo non è influenza. NON È INFLUENZA.
Il Coronavirus non è mai stato pericoloso (se ancora una vocina ti dice il contrario, rinfrescati la memoria tornando all'inizio di questo articolo): il pericolo è sempre stata esclusivamente la gestione ospedaliera, come ci hanno spiegato con migliaia di grafici su tutti i media possibili.
Tutto questo va chiamato con il suo nome: PSICOSI.
Una psicosi costruita da un'informazione irresponsabile di cui ormai si è perso il controllo.
L'ELEFANTE IN CUCINA: LA PSICOSI
Spray urticanti spruzzati per farsi largo tra la gente, incendi causati da fuochi d’artificio, uscite d’emergenza bloccate: sono solo alcune delle cause scatenanti di incidenti avvenuti quando la folla si è radunata a concerti, festival, cerimonie religiose ed eventi sportivi.
Un improvviso odore acre, probabilmente diffuso da uno spray urticante, ha dato il via a una fuga generale in cui diverse persone sono state travolte.
Il bilancio è di sei morti e decine di feriti.
La sera del 3 giugno 2017[11], a Torino, in occasione della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid [..] La sostanza nell’aria provoca il panico e la folla inizia a fuggire: nella calca che segue 1527 persone rimangono ferite e una donna morirà[12] dopo dodici giorni in ospedale.
Ti ricorda qualcosa?
Una massa di persone, un'ondata di panico si propaga, disordine improvviso, tutti si spingono in una calca che diventa una tragedia... ma la causa non è il peperoncino. Il peperoncino è solo l'attivatore.
I dati della Lombardia devono essere letti anche così, dati sproporzionati mai visti al mondo, con un tasso di contagi e morti alle stelle.
E non credere che la psicosi sia solo una chiacchiera astratta: il panico è concreto, lo hai visto, uccide.
Il panico non fa respirare. Chi soffre di crisi di panico lo sa bene.
Il cataclisma sociale che abbiamo descritto, proiettato su milioni di persone, produce malati reali.
Possiamo dire davvero che la quarantena nazionale sia solo un momentaneo cambio di abitudini?
Per come la vedo io, questo è il fenomeno.
[Aggiornamento 22 marzo: e così la vede anche Peter Gøtzsche, un'autorità nel mondo della Evidence Based Medicine: gli ospedali sovraffollati avranno tassi di mortalità più elevati. Il panico fa proprio questo: porta a ospedali sovraffollati. Fonte: Corona: an epidemic of mass panic[13] ]
In questo periodo molti si chiedono di quella strana discrepanza tra i dati coreani e quelli italiani.
Te la rimostro.
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| 16 marzo 2020 |
Perchè questa differenza clamorosa di morti?
Ma ti faccio notare un'altra cosa: mi sono imbattuto in questa intervista ad una pallavolista italiana che in questo periodo sta giocando nel campionato coreano.
- Il campionato attualmente è fermo per il Coronavirus. Come si vive questa situazione in Corea del Sud, uno degli stati più colpiti?Valentina Diouf: “Per precauzione il campionato è stato sospeso e finora a noi è saltata solo la partita di martedì.
Ci sono più controlli del solito, ma la vita va avanti normalmente e tranquillamente senza panico o allarmismi.
Si capisce la differenza?
I coreani sono una folla al concerto, ordinata.
Non vedi ancora l'elefante in cucina?
Guardiamo il Regno Unito.
Aveva progettato una politica di intervento sanitario nei minimi particolari. Diversa dagli altri governi, ma fondata su esplicite basi scientifiche.
Coronavirus, Londra: ecco perché il contagio per ora è utile e non servono (ancora) misure all'italiana„Coronavirus, Londra: ecco perché il contagio per ora è utile e non servono (ancora) misure all'italiana
“
Fonte: EuropaToday[15]
Londra preferiva affrontare il virus lasciandolo diffondere, senza panico.
Fuga generale. E la popolazione è insorta.
Ma non è certo insorta per difendere l'affollamento degli ospedali...è insorta per il terrore!
Ammettiamo che il Regno Unito avesse una sovrabbondanza di posti letto, quindi non avesse avuto alcun problema di ospedalizzazione: la popolazione sarebbe insorta comunque per il panico, razziando i supermercati!
Allora non siamo in guerra contro un virus, siamo in guerra contro la psicosi, ovvero contro noi stessi.
Se la folla di un evento va nel panico calpestandosi gli uni con gli altri, il poliziotto non può di certo chiedere cortesemente di stare calmi: è necessario l'esercito in tenuta antisommossa per controllare i disordini.
Nessun governo potrà fare altrimenti, per controllare una psicosi già fuori controllo.
Le persone non potranno vivere libere se si sentono minacciate costantemente da un mostro invisibile che si nasconde dentro il prossimo: chiederanno invece di essere chiuse in una gabbia, che il mostro resti là fuori, con tutta la protezione possibile della legge.![]() |
| Foto CC-BY di Travel Local |
IL TORPORE DELL'ABITUDINE ALLO SCIENTISMO
Se qualcuno non vede l'elefante in cucina, non è perchè non conosce le 5 Leggi Biologiche, ma perchè è necessario uscire da un torpore generazionale della coscienza.
Anche gli organi di informazione parlano spesso di psicosi, ma poi nessuno sa concretamente di cosa si tratti, che ruolo abbia e come influisca sulle cose.
References
- ^ documento della USL Toscana (www.uslnordovest.toscana.it)
- ^ definite "al collasso" (www.bergamonews.it)
- ^ Facebook (www.facebook.com)
- ^ paura della morte (magazine.5lb.eu)
- ^ perso i riferimenti (magazine.5lb.eu)
- ^ polmoni (magazine.5lb.eu)
- ^ reni (magazine.5lb.eu)
- ^ la paura della morte possa condurre ad una crisi respiratoria (magazine.5lb.eu)
- ^ Fonte e dettagli sintomatici (www.chinalawtranslate.com)
- ^ dramma che accade là fuori nella società in quarantena (magazine.5lb.eu)
- ^ La sera del 3 giugno 2017 (tg24.sky.it)
- ^ una donna morirà (tg24.sky.it)
- ^ Corona: an epidemic of mass panic (www.deadlymedicines.dk)
- ^ Qualcuno dice (www.corriere.it)
- ^ EuropaToday (europa.today.it)
- ^ Svizzera (www.rsi.ch)
- ^ Regno Unito (www.repubblica.it)
- ^ Svezia (www.ilfattoquotidiano.it)




